Abbiamo visto nell’articolo precedente “che la cattiveria, è come una malattia”1 che influenza negativamente, l’agire umano, e che ci porta fuori di strada; perché agire con l’intenzione, di fare del male al prossimo, non è un agire cristiano.
Gesù ci insegna infatti, che i due comandamenti, da cui dipende, tutta la legge ed i profeti, ci dicono di amare Dio ed il prossimo.2
Ora molti di voi, conosceranno la preghiera, in cui si dice:
Confesso a Dio onnipotente, ed a voi fratelli e sorelle, che ho molto peccato, in pensieri parole, opere e omissioni3.
Prima di agire, e di passare ad i fatti, prima di aggredire, fisicamente qualcun altro, spesso si fa ricorso, alla violenza verbale, perché essa sovente, anticipa la violenza fisica.
Anche papa Leone XIV, ha sottolineato di recente “la necessità di disarmare le parole” per disarmare la Terra.
Era il 12 maggio 2025, quando papa Leone XIV 4,

Riceveva, in aula Paolo VI, gli operatori della comunicazione, ovvero i giornalisti.
Circa tremila volti e voci, provenienti da ogni parte del globo, sorridono e acclamano, l’ingresso del Pontefice, accolto da un fragoroso applauso.
L’impegno delineato dal Pontefice è chiaro:
Portare avanti, una comunicazione diversa, che non ricerca il consenso, a tutti i costi, che non si riveste, di parole aggressive, che non sposa il modello, della competizione, e che non separa mai, la ricerca della verità, dall’amore con cui, dobbiamo cercarla umilmente.
La pace comincia, da ognuno di noi: dal modo in cui, guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri; ed in questo senso, il modo in cui comunichiamo, è di fondamentale importanza: dobbiamo dire no, alla guerra delle parole, e delle immagini, dobbiamo respingere, il paradigma della guerra.
… Disarmiamo la comunicazione, da ogni pregiudizio e rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall’aggressività.
Non serve, una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione, capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli, che non hanno voce.
“Disarmiamo le parole” e contribuiremo, a disarmare la Terra.
Una comunicazione disarmata, e disarmante, ci permette di condividere, uno sguardo diverso sul mondo, e di agire in modo coerente, con la nostra dignità umana.
Voi siete in prima linea, nel narrare i conflitti, e le speranze di pace, le situazioni di ingiustizia, e di povertà, ed il lavoro silenzioso di tanti, per un mondo migliore.
Per questo vi chiedo, di scegliere, con consapevolezza e coraggio, la strada di una comunicazione di pace.
Grazie a tutti voi. Che Dio vi benedica!
1 Citazione dell’ ANGELUS DOMINI, di GIOVANNI PAOLO I, Domenica 10 settembre, 1978. È presente nell’articolo, 1) “I bambini ammalati del Ruanda”, e La Madre della Parola.
2 Mt 22,34
3 Si tratta dell’atto penitenziale.
4 DISCORSO DEL SANTO PADRE, LEONE XIV, AGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE, Aula Paolo VI,
Lunedì 12 maggio, 2025.
